Nothing’s Inn.

Recensione: Medievil 2

Pubblicato in Senza categoria da mattycon il 24 agosto 2010

Oggi, mi trovo a recensire un gioco che sarà noto a tutti i possessori di PsOne, ovvero Medievil 2; la saga di Sir Daniel Fortesque prosegue, dopo l’ottimo primo capitolo (uno dei migliori giochi per questa console, nonché uno dei migliori giochi cui abbia mai giocato e che sarà il prossimo titolo ad essere recensito qui) uscito in esclusiva per quest’ultima console… ma questo seguito non è esattamente ciò che un fan della saga si aspetta.

Specifiche: completamente in italiano (sottotitoli, parlato). Doppiaggio italiano di buon livello.

LA STORIA

Spiegherò brevemente il background: sir Fortesque è stato un valoro condottiero, che ha partecipato alla battaglia di Gallowmere sconfiggendo il malvagio stregone Zarok in un valoroso scontro, e il suo nome è stato inciso per sempre negli annali della leggenda… ma la verità è ben diversa; sir Fortesque è stato uno dei primi a cadere sotto i colpi dell’esercito di Zarok, quando una freccia ha penetrato il suo occhio, uccidendolo. Nel primo capitolo del gioco, il cavaliere “da un occhio solo” è richiamato dall’aldilà per sconfiggere Zarok (che fa le solite cose che si addicono ad uno stregone, come resuscitare i morti, eccetera, eccetera.) e salvare il suo onore; nel secondo, invece, oggetto della recensione, sir Daniel è chiamato un’altra volta in missione, 500 anni dopo, perché un megalomane (con meno della metà del carisma dello stregone del primo capitolo…), tale Palethorn, sta cercando il libro degli incantesimi di Zarok per continuare ciò che lo stregone aveva interrotto, ovvero resuscitare i morti e via discorrendo.

LA STRUTTURA DI GIOCO

Il primo Medievil è fondamentalmente un action game con elementi platform; il secondo capitolo mantiene essenzialmente intatta la struttura di gioco, con pochissime novità di rilievo: su tutti, come si nota dalla cover, la possibilità di “piazzare” la testa di Sir Daniel su una di queste “manine verdi”, selezionandola dall’inventario, per avere accesso a spazi altrimenti inaccessibili, come fessure nei muri, ecc. , e in secondo luogo elementi minori come la possibilità di portare due armi alla volta, l’introduzione delle armi da fuoco.

Lo scopo di ogni “scenario” è arrivare a fine livello; sul suo cammino, sir Daniel dovrà risolvere enigmi, piazzare “rune” al posto giusto per far aprire porte e, soprattutto, potrà (e dovrà) raccogliere uno speciale Calice (ce n’è uno per livello più o meno), che si riempirà con le anime dei nemici vinti e che, una volta raccolto, ci darà la possibilità di avere accesso ad una nuova arma che, mentre nel primo capitolo ci veniva consegnata dai leggendari Caduti nel Salone degli eroi, qui ci verrà consegnata dal professore che ci ha “richiamati in vita”.
Sir Daniel sarà dotato di una barra di energia e, in caso dovesse morire, ha in dotazione delle speciali “fiale energetiche” (che si troveranno sparse per gli scenari) che lo riporteranno in vita, in caso se ne abbiano di “piene”.
Altrimenti, beh… sarete costretti a ricominciare dall’ultimo salvataggio.
Il primo impatto, giocando questo Medievil II, è il cambio radicale dell’ambientazione rispetto al primo capitolo: se nel primo Medievil c’era un’atmosfera magica, fantastica (e oserei dire poetica, chi ha giocato Medievil capisce perfettamente ciò che intendo), dai toni quasi gotici con scenari quali cimiteri, villaggi e campi incantati, grotte, ecc. (il tutto ambientato nell’anno 1386),
nel secondo capitolo ci troviamo di fronte ad una Londra, 500 anni dopo, quindi nel diciannovesimo secolo, completamente cambiata, e questo è il primo punto dolente di questo deludente Medievil 2: un’ambientazione affascinante come la classica Londra (con le carrozze e i cocchieri del caso!) avrebbe potuto essere sfruttata decisamente meglio; sono pochi gli scenari realmente ispirati di questo Medievil 2, perché la maggior parte (degli scenari) è anonima e non riesce a lasciare il segno. Un vero peccato che l’ambientazione così suggestiva non abbia ispirato gli sviluppatori, che avrebbero certamente potuto fare di più sotto questo punto di vista.
Un’altra differenza del secondo capitolo rispetto al primo è il livello di difficoltà più elevato, che però spesso, al posto di costituire una sfida aggiuntiva, si tramuta in nient’altro che frustrazione, con scenari che vi faranno tirare più di una bestemmia e che, probabilmente, dovrete ripetere più volte (qualcuno ha detto I Giardini di Kew? Be’, arrivate a questo punto del gioco e capirete cosa voglio dire): questo mina pesantemente l’esperienza di gioco, non invogliando certamente i giocatori a proseguire nell’avventura. Avventura che, peraltro, è piuttosto corta: la difficoltà più alta è un modo per “nascondere” e mascherare la brevità del gioco, che si completa in 5-6 ore molto “insipide”, certamente molto meno appaganti ed intense di quelle sei ore e mezza che ho impiegato per finire il primo capitolo.

MUSICA, MAESTRO

Bisogna però spezzare una lancia verso il tanto criticato Medievil II per l’ottimo comparto audio: il doppiaggio dei personaggi è sempre azzeccato (eccetto che per Dan, la cui voce, gracchiante e acuta, non rispecchia assolutamente il suo personaggio, veramente una scelta pessima) e di qualità, basti pensare a Palethorn e assistenti, al professore ed ai vari personaggi che si incontrano in determinati scenari; ma oltre al doppiaggio, la colonna sonora della maggior parte degli stage è incredibile: cito, ancora una volta, I Giardini di Kew poiché l’unica ragione che mi ha spinto a rigiocare questo scenario (e ancora… e ancora… se vi dico quante volte l’ho ripetuto, non mi crederebbe nessuno) è stata, appunto, la splendida colonna sonora.

In definitiva, un gioco deludente: rimane un mediocre action game indicato solamente agli amanti della saga (che magari riusciranno a chiudere un occhio sugli enormi difetti strutturali del gioco…), che hanno ormai finito (e rifinito…) il primo Medievil e vogliono a tutti i costi giocare ancora nei panni di Sir Daniel (dimenticando il pessimo Resurrection, magari!).
Per tutti gli altri, da evitare: c’è molto di meglio in giro.

Pagella [nb: le caratteristiche da me valutate sono quelle che ritengo più importanti, non venitevi a lamentare se manca l'aspetto grafico. Variano da gioco a gioco, specifichiamo.]

Sonoro: 8, doppiaggio ottimo (eccezion fatta per sir Daniel, che però si sente parlare poco, tutto sommato), colonna sonora incredibile. Purtroppo, il sonoro da solo non basta per salvare un gioco tutto sommato mediocre, poiché è solo un “piacevole contorno”.
Longevità*: 5, la durata complessiva si assesta su 5-6 ore di gioco, più o meno le stessa del primo Medievil, ma il voto è un miscuglio tra l’intensità delle ore di gioco (che qui scorrono insipide e senza particolari spunti per proseguire) e la durata effettiva dello stesso.
Struttura di gioco: 5, sono stati fatti (pochi) passi avanti rispetto al primo Medievil: l’introduzione delle armi da fuoco, la “Dan-mano”.
Il voto rappresenta la pigrizia degli sviluppatori,che certamente avrebbero potuto fare molto di più, e inoltre
ho tenuto conto della frustrazione che il gioco causa. Peccato davvero: le premesse per un altro capolavoro c’erano tutte.

Voto finale: 5.5

*: Sono dell’opinione che non ha senso di esistere un gioco che dura molto ma che presenta un contenuto insipido, che non ti sprona ad andare avanti per terminare l’avventura: parlando del gioco in esame, probabilmente chi lo giocherà, almeno una volta si troverà nella situazione di voler smettere per mancanza di stimoli per continuare.

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