Recensione: Medievil 2
Oggi, mi trovo a recensire un gioco che sarà noto a tutti i possessori di PsOne, ovvero Medievil 2; la saga di Sir Daniel Fortesque prosegue, dopo l’ottimo primo capitolo (uno dei migliori giochi per questa console, nonché uno dei migliori giochi cui abbia mai giocato e che sarà il prossimo titolo ad essere recensito qui) uscito in esclusiva per quest’ultima console… ma questo seguito non è esattamente ciò che un fan della saga si aspetta.

Specifiche: completamente in italiano (sottotitoli, parlato). Doppiaggio italiano di buon livello.
LA STORIA
Spiegherò brevemente il background: sir Fortesque è stato un valoro condottiero, che ha partecipato alla battaglia di Gallowmere sconfiggendo il malvagio stregone Zarok in un valoroso scontro, e il suo nome è stato inciso per sempre negli annali della leggenda… ma la verità è ben diversa; sir Fortesque è stato uno dei primi a cadere sotto i colpi dell’esercito di Zarok, quando una freccia ha penetrato il suo occhio, uccidendolo. Nel primo capitolo del gioco, il cavaliere “da un occhio solo” è richiamato dall’aldilà per sconfiggere Zarok (che fa le solite cose che si addicono ad uno stregone, come resuscitare i morti, eccetera, eccetera.) e salvare il suo onore; nel secondo, invece, oggetto della recensione, sir Daniel è chiamato un’altra volta in missione, 500 anni dopo, perché un megalomane (con meno della metà del carisma dello stregone del primo capitolo…), tale Palethorn, sta cercando il libro degli incantesimi di Zarok per continuare ciò che lo stregone aveva interrotto, ovvero resuscitare i morti e via discorrendo.
LA STRUTTURA DI GIOCO
Il primo Medievil è fondamentalmente un action game con elementi platform; il secondo capitolo mantiene essenzialmente intatta la struttura di gioco, con pochissime novità di rilievo: su tutti, come si nota dalla cover, la possibilità di “piazzare” la testa di Sir Daniel su una di queste “manine verdi”, selezionandola dall’inventario, per avere accesso a spazi altrimenti inaccessibili, come fessure nei muri, ecc. , e in secondo luogo elementi minori come la possibilità di portare due armi alla volta, l’introduzione delle armi da fuoco.
Lo scopo di ogni “scenario” è arrivare a fine livello; sul suo cammino, sir Daniel dovrà risolvere enigmi, piazzare “rune” al posto giusto per far aprire porte e, soprattutto, potrà (e dovrà) raccogliere uno speciale Calice (ce n’è uno per livello più o meno), che si riempirà con le anime dei nemici vinti e che, una volta raccolto, ci darà la possibilità di avere accesso ad una nuova arma che, mentre nel primo capitolo ci veniva consegnata dai leggendari Caduti nel Salone degli eroi, qui ci verrà consegnata dal professore che ci ha “richiamati in vita”.
Sir Daniel sarà dotato di una barra di energia e, in caso dovesse morire, ha in dotazione delle speciali “fiale energetiche” (che si troveranno sparse per gli scenari) che lo riporteranno in vita, in caso se ne abbiano di “piene”.
Altrimenti, beh… sarete costretti a ricominciare dall’ultimo salvataggio.
Il primo impatto, giocando questo Medievil II, è il cambio radicale dell’ambientazione rispetto al primo capitolo: se nel primo Medievil c’era un’atmosfera magica, fantastica (e oserei dire poetica, chi ha giocato Medievil capisce perfettamente ciò che intendo), dai toni quasi gotici con scenari quali cimiteri, villaggi e campi incantati, grotte, ecc. (il tutto ambientato nell’anno 1386),
nel secondo capitolo ci troviamo di fronte ad una Londra, 500 anni dopo, quindi nel diciannovesimo secolo, completamente cambiata, e questo è il primo punto dolente di questo deludente Medievil 2: un’ambientazione affascinante come la classica Londra (con le carrozze e i cocchieri del caso!) avrebbe potuto essere sfruttata decisamente meglio; sono pochi gli scenari realmente ispirati di questo Medievil 2, perché la maggior parte (degli scenari) è anonima e non riesce a lasciare il segno. Un vero peccato che l’ambientazione così suggestiva non abbia ispirato gli sviluppatori, che avrebbero certamente potuto fare di più sotto questo punto di vista.
Un’altra differenza del secondo capitolo rispetto al primo è il livello di difficoltà più elevato, che però spesso, al posto di costituire una sfida aggiuntiva, si tramuta in nient’altro che frustrazione, con scenari che vi faranno tirare più di una bestemmia e che, probabilmente, dovrete ripetere più volte (qualcuno ha detto I Giardini di Kew? Be’, arrivate a questo punto del gioco e capirete cosa voglio dire): questo mina pesantemente l’esperienza di gioco, non invogliando certamente i giocatori a proseguire nell’avventura. Avventura che, peraltro, è piuttosto corta: la difficoltà più alta è un modo per “nascondere” e mascherare la brevità del gioco, che si completa in 5-6 ore molto “insipide”, certamente molto meno appaganti ed intense di quelle sei ore e mezza che ho impiegato per finire il primo capitolo.
MUSICA, MAESTRO
Bisogna però spezzare una lancia verso il tanto criticato Medievil II per l’ottimo comparto audio: il doppiaggio dei personaggi è sempre azzeccato (eccetto che per Dan, la cui voce, gracchiante e acuta, non rispecchia assolutamente il suo personaggio, veramente una scelta pessima) e di qualità, basti pensare a Palethorn e assistenti, al professore ed ai vari personaggi che si incontrano in determinati scenari; ma oltre al doppiaggio, la colonna sonora della maggior parte degli stage è incredibile: cito, ancora una volta, I Giardini di Kew poiché l’unica ragione che mi ha spinto a rigiocare questo scenario (e ancora… e ancora… se vi dico quante volte l’ho ripetuto, non mi crederebbe nessuno) è stata, appunto, la splendida colonna sonora.
In definitiva, un gioco deludente: rimane un mediocre action game indicato solamente agli amanti della saga (che magari riusciranno a chiudere un occhio sugli enormi difetti strutturali del gioco…), che hanno ormai finito (e rifinito…) il primo Medievil e vogliono a tutti i costi giocare ancora nei panni di Sir Daniel (dimenticando il pessimo Resurrection, magari!).
Per tutti gli altri, da evitare: c’è molto di meglio in giro.
Pagella [nb: le caratteristiche da me valutate sono quelle che ritengo più importanti, non venitevi a lamentare se manca l'aspetto grafico. Variano da gioco a gioco, specifichiamo.]
Sonoro: 8, doppiaggio ottimo (eccezion fatta per sir Daniel, che però si sente parlare poco, tutto sommato), colonna sonora incredibile. Purtroppo, il sonoro da solo non basta per salvare un gioco tutto sommato mediocre, poiché è solo un “piacevole contorno”.
Longevità*: 5, la durata complessiva si assesta su 5-6 ore di gioco, più o meno le stessa del primo Medievil, ma il voto è un miscuglio tra l’intensità delle ore di gioco (che qui scorrono insipide e senza particolari spunti per proseguire) e la durata effettiva dello stesso.
Struttura di gioco: 5, sono stati fatti (pochi) passi avanti rispetto al primo Medievil: l’introduzione delle armi da fuoco, la “Dan-mano”.
Il voto rappresenta la pigrizia degli sviluppatori,che certamente avrebbero potuto fare molto di più, e inoltre
ho tenuto conto della frustrazione che il gioco causa. Peccato davvero: le premesse per un altro capolavoro c’erano tutte.
Voto finale: 5.5
*: Sono dell’opinione che non ha senso di esistere un gioco che dura molto ma che presenta un contenuto insipido, che non ti sprona ad andare avanti per terminare l’avventura: parlando del gioco in esame, probabilmente chi lo giocherà, almeno una volta si troverà nella situazione di voler smettere per mancanza di stimoli per continuare.
Recensione: Smackdown! Here comes the pain
Torno ad aggiornare questo spazio per recensire uno dei titoli che più mi piace per il mio caro monolite nero, ovvero probabilmente il miglior gioco di wrestling occidentale disponibile sul mercato: Smackdown! Here comes the pain.
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Specifiche: gioco in inglese, manualistica in italiano. Nonostante sia necessario conoscere almeno le basi dell’inglese se si vuole capire appieno la modalità Season (la “storia), resta un ottimo titolo anche per chi di inglese non ne mastica.
LE FONDAMENTALI
Per prima cosa, il parco wrestler: essendo un gioco vecchiotto, i lottatori presenti sono quelli della WWE 2002-2004, quindi gente come Brock Lesnar, Goldberg, Steve Austin, Scott Steiner… per chi non segue il wrestling: un branco di omaccioni con bicipiti che farebbero impallidire Hulk (o Snippolo…) che ha dalla sua parte Forza e Resistenza, ed a questo gruppo si affianca gente più piccola fisicamente ma che ha dalla sua altre doti, come il carisma, la capacità di sottomissione, la velocità. Troviamo quindi Rey Mysterio, the Hurricane, Shawn Michaels e molti altri, per un totale di 56 lottatori… tra i quali rientrano le “vecchie glorie”, lottatori degli anni ’90 come The Undertaker (con la “gimmick” vecchia, ovvero col personaggio che interpretava prima), Jimmy Snuka ecc., grande escluso è Hulk Hogan ma si può facilmente ricreare.
LA STRUTTURA DI GIOCO
Per chi non conosce il wrestling, la struttura di gioco è riassumibile in poche parole: picchia, metti al tappeto, uno due e tre.
Ogni personaggio ha, dalla sua, diverse mosse: ci sono le prese normali, ovvero quelle con il tasto cerchio + le frecce, che sono 16, e poi ci sono altre mosse come le mosse dal paletto, le mosse alle corde, le mosse al tappeto, le mosse sull’apron-ring (bordo ring) ecc. ; affianco a queste vi sono gli attacchi (“le manate e i pestoni”), anch’essi da standing, su rialzo, in corsa, dal paletto…
A questo proposito, ricordo che il gioco è sostanzialmente Arcade-oriented, ovvero è più frenetico e divertente e meno simulativo, quindi perfetto per essere giocato in multiplayer con gli amici via Multitap.
Ci sono vari tipi di match, che spezzano la monotonia del gioco: se quindi nel match base bisogna “schienare” gli avversari, in altri tipi di match si dovrà far sanguinare il rivale, scaraventarlo su un tavolo, lo si potrà gettare dalla cima di una gabbia, si potranno fare incontri senza regole, usando scale, sedie, martelli ed altri oggetti contundenti. Questo garantisce una longevità pressocché infinita.

Il vero cuore pulsante del gioco è costituito dalla modalità storia, la Season mode, che permetterà di scegliere un personaggio presente nel gioco (reale o creato da noi), e di iniziare la scalata verso il successo, guadagnanoci il posto tra i contendenti per il titolo mondiale, iniziando col fare gavetta per guadagnare i titoli minori come quello di coppia, quello intercontinentale. La Season mode è sviluppata molto bene, con situazioni che cambieranno in base alle nostre scelte: ci creeremo rivali, amici, potremmo persino decidere di avere un Manager al nostro fianco!
CREATE-A-WRESTLER
Merita una didascalia a parte il Create-a-wrestler, un editor col quale possiamo sbizzarrire la nostra fantasia e creare personaggi inventati o assenti nel gioco: con un po’ di pazienza, infatti, si riuscirà a creare chiunque con tanto di minuziosi dettagli. Potremmo persino cambiare il corso del tempo, magari creando personaggi vecchi (degli anni ’80-’90) così da avere l’illusione di essere tornati, almeno per un po’, indietro nel tempo. Si potrà creare veramente di tutto e di più: da Hulk Hogan a Spiderman, dal nostro avatar virtuale a Super Mario. Si potranno, poi, personalizzare le sue mosse con un’ampia gamma tra cui scegliere. Un neo di questa modalità, però, è che i personaggi risulteranno sin troppo “plasticosi” e pompati, e la differenza coi personaggi “reali” risulterà abbastanza marcata.

IL GIOCO PERFETTO?
Anche se non ho citato difetti nel corso della recensione, non vuol dire che non ce ne siano, vuol dire soltanto che non sono tali da minare l’esperienza di gioco: si potrebbe muovere qualche critica nei confronti della mal calibrazione del sistema di fisica, poiché potrebbero esserci situazioni in cui una lottatrice riesce a sollevare omaccioni come Big Show (!!), ma in ogni caso è un difetto da poco conto e nella frenesia dell’azione non ve ne accorgerete nemmeno, considerando anche il fatto che sono pochi ad usare le lottatrici. Il difetto principale, probabilmente, è proprio nel Create-a-wrestler, infatti ci sarà sempre un limite agli “orpelli” coi quali potremo addobbare il nostro personaggio, ma questo è sicuramente dovuto ai limiti Hardware della Ps2. Ciò che avrebbe potuto essere implementato, invece, sarebbe stato un aumento dei personaggi creabili su singola Memory card, fisso a 32: sarebbe costato tanto portarlo a 64, o permettere salvataggi multipli dello stesso gioco su stessa Memory Card?
In definitiva, è un must have nella libreria videoludica di ciascun giocatore che si definisca tale, anche per quelli che non seguono il wrestling: il divertimento (anche le bestemmie con gli amici) sarà garantito!
Pagella [nb: le caratteristiche da me valutate sono quelle che ritengo più importanti, non venitevi a lamentare se manca l'aspetto grafico.]
Giocabilità: 9, semplicemente eccezionale, comandi intuitivi ed adatti anche ai neofiti.
Longevità: 9, ci metterete molto per creare personaggi, guadagnare titoli, fare match con gli amici!
Sonoro: 8, il fatto che i match non siano commentati non può che essere un bene: se abbiamo giocato agli ultimi Smackdown! possiamo intuire quanto il commento con frasi ripetute e banali sia snervante. Il sottofondo ai match è costituito da un brano azzeccato con l’atmosfera picchiaduristica.
Firefox 3.5
Ho appena effettuato l’aggiornamento. Cavoli, ragazzi: questo fa di FF il browser migliore attualmente in circolazione, imho. Oltre a fixare numerosi bug, ne raddoppia la velocità di caricamento delle pagine. Da provare.
L’anima
Se non ti frega niente della vita, come non me ne frega niente a me, vedrai che ti troverai bene. basta una fumata, una pasticchetta, e tutto diventa bello… facile… colorato. Ti troverai persino contento di averci un padrone che non hai scelto.
Però, se non vuoi andare a finire Regina Coeli, devi stare in campana: perché, a questo mondo, non c’è nemmeno la libertà di ammazzarsi come ti pare.
Ma io dico: l’anima de’ li mortacci vostra, se uno c’ha mal di denti va dal dentista, e nessuno ti mette in galera. Ma se uno c’ha male all’anima…? Da chi cazzo va?
Salve, viandanti.
Allora, in questi giorni son molto occupato perché sto trafficando con un mio progetto, ovvero un’espansione non ufficiale di uno dei più famosi giochi Beteshda, ovvero Oblivion.
Già, è del tutto gratuita. Purtroppo, non so come metterla online, visto che si superano i 3,50 Gb di roba…
Potete seguire gli aggiornamenti del progetto da qui.
Ci si vede, continuate a seguire questo blog.
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Si, non avevo niente da fare, quindi eccovi il forum ufficiale del blog.
Lo trovate all’indirizzo http://mattyconwordpress.forumcommunity.net/ .




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